NEL SEGNO DELL’INSTABILITA’

Tempo ormai a tutti gli effetti autunnale sulla nostra Penisola. Infatti anche la recente alluvione in Costa Azzurra, che ha provocato innumerevoli danni e purtroppo anche vittime, ci fa capire che siamo nel mese centrale dell’autunno, quello che assieme a Novembre è statisticamente tra i più piovosi dell’anno e come spesso accade è il mese in cui i contrasti tra i mari ancora caldi reduci da una stagione estiva bollente e i primi refoli di aria fredda generano distruttivi sistemi temporaleschi.

Anche nei prossimi giorni avremo a che fare con una certa dinamicità atmosferica dovuta essenzialmente da 3 fattori: un’ alta pressione posta alle alte latitudini in Scandinavia fin verso il polo, un flusso Atlantico con le sue relative depressioni alle latitudini più basse, e la presenza di un vasto nucleo freddo contraddistinto da aria artica continentale sull’Europa nord-Orientale in grado parzialmente di estendersi sull’Europa centrale. Mentre in Russia è già piombato l’inverno grazie a una precoce irruzione fredda, sull’Italia abbiamo un tipo di tempo completamente diverso. Al momento una perturbazione atlantica sta interessando il centro-nord con il suo carico di piogge e rovesci, si allontanerà entro domani sera, non prima però di aver dispensato diffusa instabilità anche nella giornata di domani, il sud invece sarà alle prese con passaggi nuvolosi innocui e aria molto mite di origine africana. Giovedì e parte di Venerdì giornate di tregua in attesa di un nuovo consistente peggioramento proprio nel giorno di sabato e domenica a partire dal centro-nord successivamente anche il meridione, quando una nuova saccatura in arrivo dall’atlantico causerà l’approfondimento di un minimo depressionario insidioso sulle coste Nord africane in successivo movimento verso il Tirreno e basso adriatico, interessando gran parte della Penisola con maltempo specie nel versante adriatico e al meridione. Prospettive di tempo perturbato anche la prossima settimana, per il probabile affondo sul mediterraneo di una nuova saccatura nord-atlantica, con effetti da valutare attentamente.