OUTLOOK: che Primavera sarà?

Splendida foto che rappresenta la Primavera in montagna gentilmente concessa da Erna Kyswanti(tutti i diritti riservati).
Splendida foto che rappresenta la Primavera in montagna gentilmente concessa da Erna Kyswanti(tutti i diritti riservati).

Su grande richiesta dei nostri amici lettori, proponiamo l’Outlook per la Primavera 2017.

Va subito precisato che non ci siamo mai espressi su questa stagione vista l’estrema difficoltà previsionale. La Primavera è un vero e proprio rebus in fatto di previsioni meteorologiche, con continui cambi dello stato del tempo dovuti al freddo che ancora dimora sulle latitudini settentrionali europee e le prime risalite di aria più calda dal Nordafrica. La Primavera è una stagione di contrasti accesi: Guido Caroselli l’ha definitiva come quella stagione che compie due passi in avanti verso l’Estate ed uno indietro verso l’Inverno. Sarebbe anche di facile soluzione liquidare l’intera faccenda facendo una previsione di massima parlando di variabilità, ma non sempre va così.

In genere, seguendo il più classico dei copioni, la Primavera nella sua prima parte serba il “ricordo” del semestre freddo; quindi, perlomeno fino alla metà di aprile, niente di più facile che assistere a temporanei ritorno di freddo tardivo, spesso dannoso per l’agricoltura (attenzione non stiamo formulando la previsione ma stiamo argomentando di andamento meteorologico generale sulla base di dati statistici). Man mano che la stagione avanza la retrogressione delle zone interessate dal freddo tardivo fa sì che prevalgano temperature miti e a volte anche moderatamente calde, ma non sempre accompagnate da belle giornate di sole, anzi… Maggio è infatti il mese del ritorno dei forti temporali, oltre che dei primi caldi estivi.

Ma proviamo a tracciare una linea di tendenza per il 2017: vediamo quali sono le forzanti che potrebbero intervenire sull’andamento climatico stagionale su scala europea.

Inizialmente, dalle carte in nostro possesso notiamo un treno di perturbazioni atlantiche in sella al flusso zonale delle westerlies; l’alta pressione resta leggermente più a sud consentendo a fasi alterne l’ingresso sul Mediterraneo centrale di nuclei depressionari in via di approfondimento complice il contributo occasionale di aria polare marittima in ingresso dal nord-Atlantico. In un Inverno piuttosto avaro di precipitazioni per il Settentrione e per le regioni tirreniche, sarebbe autentica manna dal cielo per riempire gli invasi ormai quasi asciutti.

Per il dopo c’è da considerare un repentino riscaldamento in area polare: questo porterebbe a destabilizzare il Vortice Polare scindendolo in più lobi. In soldoni: il freddo dalle alte latitudini verrebbe scagliato verso sud e riporterebbe un Inverno tardivo su molti settori europei. Il target per questo peggioramento sarebbe oltre la metà di marzo: prendiamola come una possibilità, perché le tendenze sul lungo termine – lo ribadiamo – sono ancora del tutto sperimentali. Già alla fine dello scorso gennaio un riscaldamento in stratosfera ci fece pensare erroneamente ad un febbraio freddo, poi abbiamo visto tutti come è andata a finire dalle nostre parti (sebbene l’Est Europeo abbia sperimentato una ulteriore severa pagina di inverno meteorologico!).

Fino alla prima decade di aprile saranno dunque possibili recrudescenze fredde con episodiche gelate tardive alternate ad un ritorno del bel tempo e ai primi tepori della bella stagione. Prossimo aggiornamento con il lungo termine per la Pasqua. Restate con noi.