Che primavera sarà?

L’inverno è finito. Sì, lo sappiamo che secondo il calendario dovrebbe terminare in corrispondenza dell’equinozio di Primavera (quest’anno il 20 marzo alle 21:58 UTC), ma in questa sede preferiamo utilizzare la classificazione stagionale della meteorologia, secondo la quale la primavera fa il suo esordio il 1 marzo. 

Archiviato un mese di febbraio molto mite e asciutto sullo Stivale, ed eccezionalmente caldo in molte zone europee, che cosa possiamo dire della stagione primaverile appena iniziata? Sarà calda o fredda? Piovosa o asciutta? Ve lo diciamo subito, la risposta non la conosciamo. E forse non la conosce nessuno.

Le previsioni meteorologiche perdono progressivamente di affidabilità col passare delle ore. Questo ormai ai nostri lettori è abbastanza chiaro. Su Meteoreport, infatti, non troverete mai previsioni a 5-7-10 giorni, salvo casi eccezionali in cui nelle emissioni dei modelli numerici dovessero essere presenti segnali molto forti e concordi. Quello che però forse ai nostri lettori non abbiamo mai raccontato è che, in realtà, esistono delle previsioni “stagionali”, che sono una cosa ben diversa dalle normali previsioni meteorologiche. Vediamo perché.

Le previsioni stagionali -quelle serie, non le sparate da baraccone di alcuni siti sensazionalistici- non hanno l’obiettivo di dirci che tempo farà a Vattelapesca Marittima o a Sarchiapone Montano il 25 aprile alle 12:30. E non hanno neanche la pretesa di dirci quanta pioggia cadrà su Roma o quante giornate ventose ci saranno ad Alghero. No. Perché è impossibile saperlo e perché il margine di errore sarebbe enorme, tale da rendere antieconomica l’operazione e del tutto nullo il valore del prodotto.

Le previsioni stagionali degli enti autorevoli a livello internazionale possono però dirci qualcosa sull’anomalia prevista in un’area abbastanza vasta (nel nostro caso l’Italia centro-settentrionale), rispetto alle medie di riferimento, dei due parametri più importanti a livello meteorologico, ovvero temperatura e piovosità.

Questo genere di previsioni, pur se affette da errori, ha molto più “valore” del tentativo di indovinare una singola previsione giornaliera a 15-20 gg in un’area ristretta. E’ facile intuire perché, pensando all’agricoltura, al turismo, alla produzione di energia elettrica. Non a caso, gli enti preposti ad assumere decisioni basate sull’andamento del tempo nei mesi successivi, utilizzano questi prodotti.

Ebbene, fatta la doverosa premessa sulle previsioni stagionali “serie”, che cosa aspettarci per la prossima primavera? Come possiamo vedere dalla tabella nell’immagine qui sopra, non c’è una visione unitaria tra i più autorevoli centri di calcolo. Facendo una media, in linea di massima le precipitazioni dovrebbero risultare intorno alle medie e le temperature lievemente superiori.

Questo, lo ribadiamo, non ci dice affatto che sarà una primavera stabile e calda su tutto il Centro-Nord. Però un’indicazione di massima ce la dà. Vedremo a giugno se e quanto la realtà si è discostata rispetto a questi scenari.