Equinozio di primavera: quando il giorno è uguale alla notte

Si avvicina il 21 marzo il giorno di San Benedetto in cui tutti sanno inizia la primavera; naturalmente si parla della primavera astronomica e ci si riferisce al nostro emisfero, in quanto nell’emisfero sud questo equinozio segna l’inizio dell’autunno astronomico.

La data dell’equinozio però non coincide sempre con il giorno di San Benedetto, ma può cadere anche il 20 marzo, come è il caso di quest’anno; per la precisione il momento di passaggio dall’inverno alla primavera astronomica avviene in un determinato istante, che nel 2019 corrisponde alle ore 22.58 ora italiana del 20 marzo, poche ore dopo il momento di passaggio del Sole al sud cardinale, che avviene per Roma alle ore 12.17.

Il momento dell’equinozio differisce ogni volta nella data in quanto i parametri che regolano l’orbita terrestre attorno al Sole sono diversi e complessi tanto che neanche l’attuale calendario riesce a tenerne conto con precisione assoluta; la data dell’equinozio per effetto di questa non precisa simmetria tra calendario e realtà astronomica, tende ogni anno a verificarsi in ritardo di qualche ora rispetto all’anno precedente; l’istituzione di un anno bisestile ogni 4, con aggiunta di un giorno al calendario, riporta indietro il momento dell’equinozio, in modo tale che esso pur risultando sempre diverso, avviene comunque tra il 20 ed il 21 marzo.

Fig. 1 – le posizioni della Terra nell’orbita attorno al Sole nei momenti di passaggio stagionale astronomico (fonte: www.memoryofstones.eu)

Quale sia il significato dell’equinozio ce lo indica la parola stessa che deriva dal latino equi-nox, ovvero notte uguale al giorno: in questo momento la notte ed il giorno hanno la stessa durata e questo avviene in ogni punto della Terra; la differente durata del giorno e della notte è dovuta all’inclinazione dell’asse terrestre, che provoca l’alternarsi delle stagioni durante il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole, ma in due soli punti di questa orbita la posizione dell’asse terrestre è tale da annullare ogni differenza (fig. 1) e (fig.2)

Fig. 2 – come si presenta l’illuminazione della Terra da parte del Sole al momento degli equinozi (fonte: wikipedia)

Il 20 marzo quindi il Sole sorgerà quasi esattamente ad Est e tramonterà quasi esattamente ad Ovest su tutta la Terra, ma all’equatore salirà perpendicolarmente nel cielo fino a culminare allo zenit a mezzogiorno (fig. 3), con altezza via via minore mano mano che si proceda verso i Poli (fig. 4), dove il Sole per tutte le 24 ore sarà radente all’orizzonte facendone il giro completo (fig. 5); dal 20 marzo il Polo Nord comincerà a godere dei 6 mesi di luce, mentre il Polo Sud piomberà gradualmente nella notte fino al prossimo equinozio, quello autunnale.

Fig. 3 – il percorso apparente del Sole nel cielo il giorno degli equinozi all’equatore (fonte: wikipedia)

Fig. 4 – il percorso apparente del Sole nel cielo il giorno degli equinozi alla latitudine di 50° (fonte: wikipedia)
Fig. 5 – il percorso apparente del Sole nel cielo il giorno degli equinozi ai Poli (fonte: wikipedia)

Una interessante curiosità legata all’equinozio primaverile è il calcolo della data della Pasqua; il Concilio di Nicea nel 325 d.C. stabilì questa regola per la data della Pasqua: la Pasqua deve essere celebrata nella domenica successiva al Plenilunio che si verifica dopo l’Equinozio di Primavera; si capisce quindi come l’esigenza maggiore sia sempre stata quella di determinare con la maggiore precisione possibile il momento dell’equinozio di primavera e ciò ha comportato l’esistenza di continui studi per rendere i calendari sempre più precisi e corrispondenti alla realtà astronomica.

Facciamo quindi il calcolo per il 2019: equinozio il 20 marzo, stesso giorno del plenilunio – plenilunio successivo il 19 aprile – domenica subito seguente il 21 aprile; la Pasqua 2019 cade appunto il 21 aprile. Gli estremi della Pasqua oscilleranno quindi tra il 22 marzo (Pasqua bassa) ed il 25 aprile (Pasqua alta).

Il 20 marzo diamo quindi il benvenuto alla primavera astronomica.