Greta, e quindi?

Sono passati 4 giorni dalla giornata dedicata alla lotta ai cambiamenti climatici, nella quale moltissimi studenti italiani hanno aderito allo sciopero promosso dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, ormai un’icona dell’ambientalismo moderno con il suo viso rassicurante, il suo  impermeabile giallo e le sue lunghe trecce sbarazzine.

In questo articolo non intendiamo fare critiche ai giovani che si sono mobilitati in difesa della Terra né al personaggio mediatico di Greta. Troppe parole sono state già spese, e molte anche troppo dense di livore e troppo poco di contenuti. Soprattutto, abbiamo trovato poche riflessioni che siano state capaci di entrare davvero “nel merito”. E (caro Messaggero) è logico che su milioni di partecipanti a un evento vi sia qualcuno che non sappia nemmeno dove si trova e perché, per cui non è neanche troppo corretto realizzare un video raccogliendo solo le interviste in cui venivano detti strafalcioni sulla materia.

No. Noi preferiamo entrare nel merito senza demonizzare i giovani, e senza farci prendere dall’isterismo mistico. Quindi facciamo a Greta –e di riflesso ai nostri lettori- una serie di domande alle quali pochi in questi giorni convulsi hanno tentato di rispondere. Per molte di esse, noi, le risposte le abbiamo già, perché ce le siamo procurate dagli addetti ai lavori: climatologi, politici, ingegneri, fisici, ecc. Tuttavia ci faremo carico di svelarle solo … tra una settimana! Proprio così! Questo editoriale è una sorta di gioco, uno stimolo per tutti voi ad approfondire una questione tanto attuale quanto complessa, e troppo spesso banalizzata.

Ecco dunque le domande per Greta, e per chi vorrà rispondere:

1) Sei a conoscenza delle azioni portate avanti a livello internazionale nel corso degli ultimi 30 anni per la lotta ai cambiamenti climatici? Come sono stati recepiti tali impegni in Europa e in Italia?

2) Le azioni e gli interventi elencati al punto precedente, sono stati efficaci a contenere le emissioni globali? In caso negativo, secondo te, perché?

3) Cosa sta facendo in concreto l’Italia e quanti soldi ha speso finora per promuovere l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica? Si è registrato un beneficio sul fronte delle emissioni?

4) Che genere di interventi sarebbe necessario attuare per far calare drasticamente e rapidamente le emissioni di gas serra, e se non vengono attuati, secondo te, qual è il motivo?

Ci vediamo la prossima settimana, con le risposte.