Fine settimana instabile

La situazione barica vede due intense circolazioni a latitudini medio-alte, una anticiclonica con massimi fino a 1040 hPa sulla Scandinavia ed una ciclonica con minimi fino a 949 hPa in pieno Atlantico tra Groenlandia, Islanda ed Irlanda; tale configurazione favorisce intensi scambi meridiani, con flussi meridionali sul lato occidentale dell’anticiclone e settentrionali su quello orientale.

Ed è proprio da qui che correnti fredde di origine artica riescono a raggiungere il Mediterraneo ove alimentano situazioni depressionarie che in sequenza raggiungono l’Italia mantenendo attive condizioni di tempo instabile; instabilità che si concretizza in formazioni nuvolose del genere cumuliforme a carattere sparso, più probabili di notte sul mare e di giorno sulla terraferma, che danno luogo a precipitazioni a carattere di rovescio o di temporale, intervallate da ampie schiarite, che interessano in modo irregolare e difficilmente prevedibile il territorio.

La giornata di sabato vede il passaggio di una di queste piccole depressioni con fenomeni convettivi a carattere sparso di notte ed al primo mattino sui nostri mari centro-meridionali e di giorno, soprattutto al pomeriggio-sera, sulle zone interne, specie del Centro-Sud, con locali rovesci o temporali più significativi sui rilievi appenninici di Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Pollino e sulla Sardegna interna.

Domenica un altro impulso freddo, che si muove nel letto delle correnti settentrionali, giungerà sul Mar Ligure dando vita ad una nuova situazione depressionaria che attiverà fenomeni di instabilità già dalla notte e primo mattino sulla Liguria centro-orientale, alta Toscana, pianura piemontese, lombarda ed emiliana ed a seguire nel corso della giornata su tutte le zone peninsulari con fenomeni più probabili sulle aree appenniniche in estensione alle aree collinari e localmente costiere; più marginali gli effetti solo sulla Sardegna. Viste le temperature saranno possibili nevicate sulle Alpi, specie centro-occidentali, a partire dai 700-800 metri di quota e sull’Appennino centrale a partire dai 1600-1700 metri.

Una situazione quindi non favorevole alle gite in montagna, vi raccomandiamo per questo la massima attenzione.

Prossimo aggiornamento della Carta del Tempo lunedì mattina.