Reportage dal Semprevisa, tra alberi spezzati e paesaggi mozzafiato!

La nostra fotoreporter escursionista Irene Bazzoffi non si ferma un attimo! Il 6 aprile scorso si è fatta un’altra delle sue scarpinate in uno degli angoli più suggestivi del basso Lazio: i Monti Lepini! Come sempre ci ha regalato immagini di alta qualità e tante curiosità da raccontarvi.

Il Monte Semprevisa è la cima più alta della catena dei Monti Lepini, lembo dell’Antiappennino laziale. Con i suoi 1536 m.s.l.m., offre all’escursionista la possibilità di attraversare ambienti suggestivi di notevole bellezza tra faggi, roccette, sottoboschi e svariati punti panoramici. Siamo tra le province di Roma e Latina.

Dalle creste più elevate e dalla vetta, come possiamo ammirare nella foto di apertura, stupendi sono i panorami sull’Agro Pontino, la città di Latina, il promontorio del Circeo e le Isole Ponziane. 

La cresta più elevata del Semprevisa
Ambiente suggestivo con faggi secolari e roccette
La vetta del Semprevisa
La croce posizionata sulla vetta

In condizioni normali di visibilità si possono ammirare anche alcune vette dell’Appennino abruzzese, come il Monte Velino

Monte Velino

Svariati sono gli itinerari di salita verso la vetta: la via più breve procede da Bassiano lungo la strada per Camporosello , mentre dal versante opposto, molto suggestivo è il sentiero che parte dalla località di Pian della Faggeta (865 metri) situata nel comune di Carpineto Romano, la città della speleologia, appellativo attribuito al piccolo comune per il fenomeno erosivo che interessa l’intera area. I Monti Lepini sono caratterizzati infatti da rocce calcaree che, colpite dalle acque meteoriche, danno vita a grotte, cavità sotterranee e inghiottitoi. 

Località Pian della Faggeta
La sella erbosa che unisce il Monte Capreo con il Semprevisa

Chiudiamo il nostro reportage con alcuni scatti piuttosto inquietanti. Irene ha immortalato, durante l’escursione, diversi faggi spezzati, sradicati o gravemente danneggiati. Dopo una ricerca abbiamo scoperto che la devastazione si è verificata lo scorso 24 febbraio a causa di una tempesta di Grecale. Abbiamo ritrovato negli archivi delle carte meteorologiche la mappa relativa a quella fase di acuto maltempo, che provocò danni estesi anche in altre zone d’Italia.

Carta sinottica riferita al 24 febbraio scorso; si può notare la profonda bassa pressione sullo Jonio e il possente anticiclone sull’Europa orientale, con attivazione di fortissimi venti da est-nordest sull’Italia centro-meridionale.