Viglio, il gigante dei Cantari!

Il Monte Viglio, con i suoi 2156 metri, è la più alta vetta di tutta la dorsale appenninica che dai Monti Simbruini a nord si articola fin sui Monti Ernici a sud, determinando di fatto il confine naturale tra Lazio e Abruzzo.

Massima elevazione del gruppo dei Monti Cantari, risulta mèta ideale per gli escursionisti che, senza particolari difficoltà escursionistiche, intendono impegnarsi in un itinerario panoramico a cavallo di Lazio ed Abruzzo con viste sensazionali su buona parte dell’Appennino Centrale.

Monte Viglio.
Conformazione delle coste del Monte Viglio, fatte di pareti, balzi e pendii coperti di sfasciumi.
Affaccio sul circo glaciale che sorge tra il Monte Piano e la prima cima de I Cantari: un anfiteatro dalle pareti verticali ai cui piedi si aprono lunghi scivoli di sfasciumi e detriti.

Ad opporsi alla cima del Viglio, poco prima di arrivare, c’è solo uno sbarramento naturale, un masso enorme posto come ostacolo che richiede all’escursionista un’attenzione maggiore a seguito di una breve arrampicata di primo grado attraverso il suo canalino roccioso, a cui è stato assegnato il nome imponente del Gendarme.

In dettaglio l’imponente sbarramento naturale: il Gendarme.

Una volta in vetta si gode di un panorama meraviglioso con vedute spettacolari, un insieme di vette che non conoscono quel confine segnato dall’uomo tra la provincia di Frosinone e quella dell’Aquila. Un paesaggio mozzafiato alla scoperta delle montagne che circondano la vetta del Viglio: i monti Ernici, i Simbruini, il Velino-Sirente, la catena del Gran Sasso, la Majella, il monte Terminillo, i monti Prenestini, i monti Lepini e la piana del Fucino.

Vista sulla lunga dorsale del Crestone.
La quota.
Inconfondibile croce di vetta di color azzurro.