Nessuna novità all’orizzonte; anche se…

Nelle ultime 24-48 ore un “soffio” più freddo, proveniente da est, ha prodotto un lieve calo delle temperature; le precipitazioni, invece, continuano ad essere un miraggio per il Centro-Nord. Qualche fiocco di neve è caduto sull’estremo Meridione, fino a quote medie; ma nulla più. 

Per i prossimi giorni non sono attesi cambiamenti di rilievo; anzi, la pressione tornerà a salire su tutto il Mediterraneo, Italia compresa. La stabilità atmosferica ci accompagnerà ancora per molto tempo; almeno 7-10 giorni. 

Per i più interessati…

Questa staticità è figlia di un Vortice Polare (VP) particolarmente compatto; come non si vedeva da anni. Se è vero che il VP rimane generalmente molto compatto fino a fine gennaio-inizio febbraio per poi “sgretolarsi”; è anche vero che di tanto in tanto viene “attaccato” dalle alte pressioni ed invia impulsi freddi, più o meno intensi e duraturi, anche a latitudini inferiori.  Quest’anno questi attacchi non sono stati così efficaci e soprattutto non si sono verificati nel comparto europeo. 

Ma quanto durerà questa situazione? Ad oggi, nessuno dei principali modelli matematici simula un possibile “cambio di rotta” concreto; per avanzare delle ipotesi, quindi, possiamo solo affidarci alla “conoscenza” e alla “storia”. 

Un Vortice Polare così compatto favorisce un intenso raffreddamento di vaste aree alle alte latitudini (Groenlandia, Russia, Asia, etc.); raffreddamento che spesso porta alla formazione di anticicloni termici che ledono la compattezza del Vortice Polare. Nel 2012, ad esempio, in seguito ad un lungo periodo di stabilità atmosferica sul comparto euro-asiatico si sono create delle condizioni favorevoli alla nota ondata di gelo e neve che ha investito buona parte del Vecchio Continente; in altri casi, non abbiamo beneficiato “direttamente” di queste situazioni.

Di certo, quando ciò avviene (perdita di compattezza del VP + anticicloni termici) la staticità atmosferica lascia il posto ad una forte dinamicità atmosferica. 

Non ci resta che attendere e sperare in un evoluzione favorevole al ritorno del freddo e della neve per la nostra Europa e soprattutto per la nostra Italia. 

Poi, per carità, è giusto segnalare anche che giornate serene gradevoli come queste che stiamo vivendo sono a tutti gli effetti un “regalo” della Natura. Dispiace per chi “vive di neve” in inverno (albergatori, operatori sciistici, etc.) in Appennino, dove sul comparto centro-settentrionale la situazione è critica -sebbene nulla di eccezionale-; mentre, sulle Alpi, a seguito delle copiose nevicate di fine autunno-inizio inverno queste giornate sono oro colato. Tutto esaurito con vacanzieri, operatori sciistici ed albergatori contentissimi!