Primavera conclamata. Ma c’è da fidarsi?

Continuano ad imperversare violente tempeste atlantiche sulla Gran Bretagna e l’Europa più settentrionale. Primavera sul resto d’Europa, con temperature eccezionalmente miti. Chi ci guadagna, con un vortice polare così profondo sono i ghiacci artici, che rispetto agli anni più recenti si registrano in incremento.

Naturalmente mancano diversi km per riportarsi nelle medie, con i valori di riferimento del 1979. Ma così funziona quando ci sono queste sinottiche, finchè la depressione semi-permanente d’Islanda sarà capace di registrare valori così bassi, con il freddo relegato sull’Artico, i ghiacci marini non potranno che incrementarsi. Quello che ci domandiamo è quanto potrà durare questa situazione, prima o poi dovrà necessariamente sbloccarsi per l’avanzamento stagionale.

Appena la corda delle correnti si farà meno tesa, tutto quel freddo scivolerà, di riflesso, lungo i meridiani. Allora potremmo assistere a possibili ciclogenesi sul Mediterraneo, alle piogge e alle nevicate in montagna. Possibile anche freddo tardivo, molto nocivo per l’agricoltura.

Se cambierà l’assetto barico, dopo giorni di sopramedia termica, con molti alberi da frutto già in fiore, saranno guai seri purtroppo. Ma per ora andiamo solo per ipotesi, non è detto che vada in questo modo, la soluzione più indolore sarebbe la pioggia, che a questo punto sarebbe solo che benefica.

Intanto per i prossimi giorni, salvo un lieve calo termico, e qualche pioggia, non si registrano variazioni importanti rispetto ai giorni precedenti, anzi, si delinea un weekend all’insegna del bel tempo e delle temperature di nuovo in aumento, specie da domenica. Continuate a seguirci.