Giappone ed Ecuador tremano: ecco cosa c’è sotto!

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Scritto da Nicoletta Lucariello

DA EST AD OVEST, LA CINTURA DI FUOCO NON DÀ TREGUA!!!

Nel corso dell’ultimo mese, l’attenzione di molti è stata catturata dalla frequenza con la quale si stanno registrando eventi sismici con magnitudo superiore a 6.0, concentrati quasi totalmente all'interno della Cintura di Fuoco Pacifica, la ormai ben nota fascia geografica caratterizzata da intensa attività sismica e vulcanica che circonda l’Oceano Pacifico. Le più recenti testimonianze della fervida attività tettonica di questa fascia è rappresentata dagli eventi sismici che, negli ultimi giorni, hanno interessato l’area a sud-ovest del Giappone e l'Ecuador. >> Oceano Pacifico: di nome, ma non di fatto! >>

Terremoti dalle 17 del 16 alle 17 del 17 con magnitudo maggiore di 2.5 immagine dal sito USGSMappa dei terremoti dalle 17 del 16 aprile alle 17 del 17 aprile con magnitudo maggiore di 2.5 (Fonte: USGS)

Tre terremoti di magnitudo alta sono stati registrati a breve distanza l'uno dall'altro in Giappone. Lo scorso 14 aprile due scosse, forti e ravvicinate tra loro, hanno fatto tremare l'isola di Kyushu, con epicentri in prossimità della città di Kumamoto: le due scosse, con magnitudo di 6.3 e 6.1 sulla scala Richter , si sono verificate a distanza di pochissime ore, rispettivamente alle 14:26 e alle 17:03 (ora italiana) e a profondità di 9,8 e 10,0 km. Già dopo questi due eventi sono arrivate notizie dei primi danni a cose e persone; notizie di crolli e della presenza di vittime sono state diffuse dalle autorità. 

Terremoti Area KumamotoEpicentri dei tre maggiori eventi sismici registrati nell'isola di Kyushu, Giappone meridionale.

A distanza di poco più di 24 ore, una nuova scossa più forte delle precedenti ha nuovamente sconvolto la città di Kumamoto e l’area limitrofa di Mashiki: quest’ultimo evento è stato registrato ad una profondità di 10,4 km ed ha raggiunto una magnitudo di 7.0 sulla scala Richter, quando in Italia erano le 18:25 del 15 aprile (ora locale 01:25 del giorno 16). È ancora in corso l’attività di ricerca dei dispersi, e continua purtroppo ad aumentare il numero delle vittime, attualmente più di 40, e delle persone rimaste ferite, più di 2000; si continuano inoltre a registrare numerose scosse di assestamento, oltre 100, in tutta l’area interessata da questi forti terremoti.

Terremoto Giappone 2016Alcuni dei danni provocati dalla forte scossa di terremoto del 15 aprile 2016 nella città di Mashiki, Prefettura di Kumamoto. (Fonte - AFP Photo)

A circa 40 km dagli epicentri in direzione nord-est, si trova il Monte Aso (1592 mt s.l.m.), uno dei vulcani più attivi del Giappone, e che ha registrato i suoi ultimi importanti eventi eruttivi tra agosto e novembre del 2014 e tra agosto e ottobre del 2015. In seguito ai disastrosi eventi sismici degli ultimi due giorni, l’attività di monitoraggio di questo vulcano è stata rafforzata in via cautelativa , anche in considerazione del fatto che, proprio agli inizi del mese di marzo di quest’anno, è stata osservata una debole ma non trascurabile attività esplosiva sulla sommità del cono con sviluppo di una colonna alta circa 1 km, e con ricaduta di esigue quantità di cenere nel raggio di qualche centinaio di metri dal cratere principale, così da far scattare un livello di allerta 2 (su una scala da 1 a 5).

Vulcano Aso Novembre 2015Eruzione del Monte Aso, 26 novembre 2014. (Fonte: KYODO / REUTERS)

Alla luce dei fatti che si stanno verificando in questi ultimissimi giorni in Giappone ed Ecuador, andiamo a vedere (letteralmente, è il caso di dirlo!) COSA C’E’ SOTTO…

Proprio in prossimità dell’arcipelago del Giappone, interagiscono tra loro tre placche tettoniche: a largo delle coste delle isole giapponesi settentrionali, la placca Pacifica si scontra con quella Euroasiatica, mentre in corrispondenza delle isole meridionali del Giappone è la placca delle Filippine a scontrarsi con quella Euroasiatica.

SubduzioneSchema tettonico del Giappone: l’incontro delle tre placche sotto l’arcipelago.

In entrambi i casi ha luogo il fenomeno geologico della subduzione: sia la crosta della placca Pacifica, sia quella della placca delle Filippine, durante la collisione, iniziano a scorrere al di sotto della placca Euroasiatica scendendo sempre più in profondità sotto la superficie terrestre, fino al punto di trovarsi letteralmente “immerse” nella parte alta del Mantello, ove inizia un processo di graduale fusione a causa delle temperature molto elevate (oltre i 1300°C). Una parte di questo materiale fuso, tornerà nuovamente in superficie attraverso le numerose eruzioni vulcaniche che vengono registrate ogni anno nell'arcipelago giapponese.

SubduzioneIl processo geologico della Subduzione. (Fonte: sito web iprase.tn.it)

Il fenomeno della subduzione, quindi, è un lentissimo e complesso processo geologico dove la forza e l’energia in gioco è a malapena immaginabile, ed è ciò che genera e influenza praticamente tutta l’attività sismica e vulcanica del Giappone. Durante la subduzione, inoltre, la crosta è soggetta a un continuo processo di fratturazione, che porta inevitabilmente alla formazione di innumerevoli faglie; l’energia che si accumula su tutte queste superfici di discontinuità, viene improvvisamente liberata sotto forma di energia sismica, generando forti terremoti, come quelli che hanno avuto luogo in questi giorni nell'isola di Kyushu, con tutte le terribili conseguenze che conosciamo.

A distanza di soli 2 giorni dai forti terremoti che hanno scosso il Giappone, è stato registrato in Ecuador un nuovo e devastante evento sismico di magnitudo 7.8 sulla scala Richter, avvenuto ad una profondità di 19,2 km. L’evento si è verificato alle ore 18:58 del 16 aprile (ora locale), quando in Italia era l’01:58 del giorno 17, e l’epicentro del sisma è stato localizzato a 27 km dalla città di Muisne (più di 13 mila abitanti) in direzione sud-sud est.

Epicentro EcuadorEpicentro del sisma che ha colpito l’Ecuador. (Fonte: USGS)

Attualmente si contano 77 vittime e più di 500 feriti, ma i numeri sembrano purtroppo destinati a crescere. La scossa principale, data la sua forte intensità, è stata avvertita anche in alcune aree della Colombia e del Perù, ed è stata seguita da numerose scosse di assestamento, alcune delle quali hanno raggiunto magnitudo importanti a loro volta: si parla di almeno tre repliche di magnitudo superiore a 5.5 della scala Richter.

Terremoti Ecuador dalle 11e30 del 16 alle 11e30 del 17 immagine dal sito USGSScosse di assestamento registrate in Ecuador nelle 12 ore successive all'evento principale. (Fonte: USGS)

Anche in questo caso, come in quelli già descritti del Giappone, il processo geologico che ha causato un sisma di tale intensità è quello della subduzione. A largo della costa dell’Ecuador, come accade anche lungo tutto il resto delle coste pacifiche dell’intera America del Sud, la placca di Nazca si scontra con quella Sudamericana scivolandone al di sotto ad una velocità di circa 61 mm all'anno.

Placche Sud AmericaLa placca di Nazca entra in subduzione con quella Sudamericana.

Questo tipo di processo geologico è caratterizzato, purtroppo, da vulcanismo frequente ed intenso, e da terremoti con magnitudo molto elevata; non è un caso, infatti, che il terremoto più intenso mai registrato (da quando sono iniziati i moderni studi di sismologia e da quando abbiamo sviluppato la tecnologia necessaria alla loro registrazione) è avvenuto in corrispondenza di un’area di subduzione, in particolare proprio quella della placca di Nazca sotto la placca Sudamericana (terremoto del Cile, maggio 1960, magnitudo 9.5 della scala Richter).

L’Ecuador ha vissuto, nella sua storia recente, diversi eventi sismici di questa portata: si contano dal 1900 ad oggi ben 7 terremoti con una magnitudo maggiore a 7.0, tra cui l’evento del 31 gennaio 1906 che raggiunse una magnitudo di 8.3 sulla scala Richter, generando uno tzunami che causò quasi 1500 vittime. L’evento registrato nelle ultime ore in Ecuador, è localizzato presso l'estremità meridionale dell’insieme di faglie che generarono l’evento analogo del 1906.