Previsioni meteo e allerte, queste sconosciute...

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Scritto da Paolo Leoni

perché prevedere e prevenire? tanto c'è l'emergenza!

Il tempo passa e purtroppo nulla, o molto molto poco, è cambiato! 

 «Era il 1929, era il 1956, era il 1985...

Erano anni in cui le previsioni meteo non erano supportate da modelli fisico-matematici così evoluti e così precisi come quelli odierni, erano anni in cui non vi erano le infinite vie di comunicazione che vi sono ora; erano anni in cui prevedere ondate di gelo e pesanti nevicate era pressoché impossibile, solo con l'aiuto delle immagini satellitari si riusciva ad anticipare un evento estremo di qualche ora (massimo 12-24 ore) e comunque quella previsione, formulata con enorme fatica, era affetta da un'incertezza insormontabile! Erano anni in cui le grandi nevicate sono diventate storiche, dove i nostri nonni o i nostri genitori rimasero isolati, dove i viveri venivano portati dall'esercito o calati dagli elicotteri; erano anni dove non c'erano i cellulari, non c'era internet, non c'erano tutti mezzi, tutti gli strumenti e tutte le conoscenze che ci sono ora.

Febbraio 1956: soccorsi in partenza da Avellino per l'Irpinia. Fonte: youtube.com/watch?v=nnS2cstesNEFebbraio 1956: soccorsi in partenza da Avellino per l'Irpinia. Fonte: youtube.com/watch?v=nnS2cstesNE

Sono anni così lontani dal nostro 2017; oggi, solo ad immaginare certe situazioni si fa fatica, quando i nonni raccontano alla nuova generazione: "C'era così tanta neve che eravamo senza cibo, senza corrente, senza acqua, senza aiuti, senza niente!", quest'ultima risponde sorridendo: "Ma eravate in inverno o in guerra?"

Io stesso, da piccolo, quando mi raccontavano della grande nevicata del 1956 che paralizzò l'Italia e che costrinse l'esercito a fornire gli alimenti via aerea, pensavo "certo che a quel tempo l'inverno era Inverno e i nostri nonni purtroppo erano messi male, molto molto male!"

Poi, crescendo, ho vissuto direttamente ed indirettamente eventi meteorologici eccezionali e non: abbondanti nevicate, intense e persistenti precipitazioni, ondate di calore, etc.; e mi sono reso conto che il 1956 è sì molto lontano, ma solo sul calendario! Sono stati fatti passi da gigante sul fronte delle previsioni meteo, sono aumentati i canali di comunicazione, le forme di comunicazione, gran parte della popolazione è oggi laureata; insomma, abbiamo mezzi e strumenti avanzatissimi rispetto ad una volta! Eppure, il nostro "modus operandi" non è riuscito minimamente a stare al passo con i tempi! Un po' come avere un corpo da adulto, robusto e prestante, ma la testa di un bambino, giovane ed inesperta.

Eppure, la nostra memoria storica è ricca di eventi e situazioni difficili, dove spesso e volentieri siamo stati costretti a piegarci alle forze della Natura; purtroppo, però, la memoria va coltivata, altrimenti ci si dimentica del passato e il futuro -già noto- lo si affronta come fosse la prima volta; ottenendo sempre gli stessi risultati: tanti insuccessi e poche soddisfazioni!

Gennaio 2017: carovana dei soccorsi diretta all'albergo investito dalla slavinaGennaio 2017: carovana dei soccorsi diretta all'albergo investito dalla slavina

Arriviamo a noi, arriviamo ad oggi, arriviamo ad... ora!

Il Generale Inverno, decide di fare visita al nostro Paese con gli inizi di gennaio; il suo è un ritorno in grande stile con un'irruzione gelida e nevosa come non se ne vedevano da anni! L'Appennino Centro-Meridionale viene ricoperto da una spessa coltre di neve in pochissime ore (più di 120-140 cm in moltissime località!). Poi, una breve pausa, prima di una "seconda mossa"; questa volta meno fredda della precedente ma più duratura, più intensa in termini di precipitazione e soprattutto mirata a colpire le zone già duramente colpite dal "primo attacco": Marche, Abruzzo e Molise!

Le previsioni meteo erano state chiare, chiarissime, sia in merito al "primo attacco" sia e soprattutto in merito al "secondo affondo" del Generale Inverno. Noi -il cui compito è quello di fare informazione meteorologica- sapevamo, ma soprattutto gli organi preposti per divulgare previsioni meteo (Aeronautica Militare, varie ARPA, etc.) ed allerte ufficiali (Protezione Civile) sapevano che sarebbe arrivato un periodo difficile per tutto il Centro-Sud. Nella nostra pagina Facebook martedì 17 gennaio, ad inizio evento, pubblicavamo questo post: 

Post Facebook pubblicato sulla pagina di Meteoreport il giorno 17 gennaio 2017

Nessuno poteva sapere al centimetro quanta neve sarebbe caduta e quali sarebbero stati i comuni più colpiti; ma chi si occupa di previsione meteo sapeva benissimo che la neve avrebbe interessato tre regioni dell'Italia Centrale: Marche (soprattutto il settore centro-meridionale), Abruzzo (soprattutto il versante adriatico) e Molise (soprattutto l'Alto Molise e il Matese).

Sapeva che di neve ne sarebbe caduta molta, tanta, troppa; sapeva che sarebbe nevicato con temperature estremamente rigide nel primo evento e con fiocchi più pesanti nel secondo; sapeva che i venti sarebbero stati forti o molto forti (fino a 70-80 km/h); sapeva tutto questo e molto di più. Tutto ciò è stato comunicato alla Protezione Civile, la quale ha emesso le relative allerte!

Bene! Anzi, ottimo! Siamo nel 2017, sappiamo tutte queste informazioni con il dovuto anticipo (fino a 96 ore, ovvero quattro giorni prima dell'evento), abbiamo mezzi e conoscenze sufficienti per fronteggiare la futura emergenza; insomma, "siamo a cavallo". Organizziamo dei tavoli tecnici, facciamo una stima dei mezzi e del personale da inviare in luoghi strategici -chiamando se necessario anche l'esercito-, pianifichiamo magari una serie di interventi (prima, durante e subito dopo) e prendiamo di petto l'emergenza; faremo il possibile, se qualcosa andrà storto, cercheremo di capire cosa e perché, affinché non accada nuovamente in futuro! Non solo, questa volta c'è anche l'emergenza dei terremotati, località come Amatrice (1000 m s.l.m.) saranno interessate da forti nevicate e da condizioni meteo decisamente avverse per chi vive in tenda o in alloggi di fortuna; pertanto, un intervento "ancor più straordinario" è doveroso!

Tutto molto bello, tutto troppo bello per essere vero! Infatti, le cose non sono andate così! Le allerte sono state emesse, i comuni "colorati" di rosso -allerta massima- e la popolazione informata -più o meno- con tutti i mezzi possibili; ma per quei comuni, per quelle aree non è stato fatto nulla di straordinario! Nessun tavolo tecnico, nessun mezzo in supporto chiamato, nessun piano di emergenza preventiva è stato redatto e applicato, nessuna precauzione "extra-straordinaria" per le aree terremotate; nulla di tutto ciò! La straordinarietà dell'evento è stata trattata come normalità, ancora una volta!

La neve è iniziata a cadere intensamente fin da subito, chi aveva i mezzi spazzaneve puliva le strade; chi no, guardava! Intanto la neve continuava a cadere e prima le strade secondarie, poi le principali ed infine le strade regionali venivano ricoperte da una coltre nevosa così spessa che neanche uno spazzaneve era più in grado di spostare. Servono le turbine, ma le turbine sono poche e dislocate in punti "decisamente più importanti"... impianti sciistici, ad esempio! Interi comuni isolati, privi di corrente (a causa dei crolli delle linee provocati dal vento e della neve) e quindi privi di linee telefoniche mobili e fisse, privi di acqua -condotte gelate-, etc. In meno di 48 ore l'"inferno bianco" avvolge, guarda caso, le Marche, l'Abruzzo e il Molise! Chi può comincia a lamentarsi, chi non può "urla in silenzio"! Poi, la tragedia: una slavina travolge un albergo; un albergo dislocato lungo una strada provinciale. I soccorritori per arrivare all'albergo ci mettono più di 12 ore: la strada principale era bloccata dalla neve caduta; nei pressi dell'albergo la slavina aveva bloccato ogni via d'accesso e i mezzi per raggiungere l'albergo pochi, lontani e "stanchi" (addirittura in alcuni mezzi era finita anche la benzina).

Le notizie e le testimonianze, quelle poche che riescono ad arrivare, non lasciano dubbi: è come se l'evento ci avesse colto di sorpresa; come se nessuno sapesse nulla e quindi nulla era stato fatto per affrontare l'emergenza imminente e prevenire -almeno in parte- tutto ciò! Come se le previsioni meteo e le allerte fossero state utili solo ai camini accesi! Come se dal 1929, dal 1956, dal 1985, non fosse cambiato esattamente niente!

Eppure, i servizi previsionali ci sono e funzionano, eppure, le allerte ci sono, e sono anche precise; ma allora, mi chiedo, a cosa servono tutti questi servizi -che noi tutti paghiamo- sei poi non vengono sfruttati, o meglio, ascoltati? Com'è possibile che non si è fatto nulla nelle 96 ore precedenti all'emergenza e poi, dal crollo dell'albergo, in meno di 24 ore siamo riusciti a mobilitare mezzi da tutta Italia che convergeranno nelle prossime ore nelle località più colpite?

Abbiamo una "testa" piccola, molto molto piccola, che non solo non riesce a gestire un "corpo forte e vigoroso" ma addirittura è così "incapace" che riesce a farsi del male da sola! Tutta questa emergenza, ha un costo economico e sociale; un costo decisamente maggiore di quello che avrebbe avuto la "macchina della prevenzione"!

Inutile avere una macchina avanzatissima e costosissima per la TAC se poi il paziente viene visitato in punto di morte; quando ormai è troppo tardi e capire quale sia il male che lo sta uccidendo non serve a nulla!

Inutile prendersela con chi in queste ore sta spalando metri di neve per salvare -forse- delle persone e recuperare dei cadaveri congelati; bisogna, invece, domandare a chi ha il potere di decidere perché ha aspettato fino ad ora prima di attivare la macchina delle emergenze? Perché tutto non è stato pianificato prima a tavolino? Perché i "rinforzi" sono stati chiamati a guerra finita?

E soprattutto esser coscienti che se continuiamo su questa linea i servizi meteo e i servizi di allerta, possiamo anche chiuderli: non c'è cosa peggiore di non voler o non saper sfruttare il grosso potenziale a disposizione! Siamo nel 2017 non possiamo continuare a pensare ed agire come se fossimo nel 1929 o nel 1956 o nel 1985; è ora che la nostra "testa" cresca e si adegui al nostro "corpo".

Per il prossimo weekend e per l'inizio della prossima settimana sono attese piogge intense sul Meridione, con quota neve elevata e rapida fusione del manto nevoso presente già dai 700-900 m; mi piacerebbe pensare che qualcuno si sia già attivato per seguire le informazioni meteo ed avviare la tanto sperata "macchina della prevenzione"... invece, ho paura, che mi ritroverò qui a scrivere più o meno le stesse cose senza poter esordire con "questa volta si è agito preventivamente..."

Non c'è sofferenza maggiore sapere che chi può fare, sa fare... ma non fa!

Non avrei mai creduto che a mio figlio racconterò un giorno "era il 2017, molti comuni rimasero senza acqua, senza aiuti, senza niente..." ed ora ho il terrore che, mio figlio, a suo volta racconterà al suo le stesse identiche cose!»