Manca l'acqua. Di chi è la colpa?

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Scritto da Stefano Starace

perdite acqua

La recente fase asciutta e calda che interessa la Penisola ha acceso i riflettori sul deficit idrico che ormai già da diverse settimane sta causando molti disservizi un po' in tutto il Paese. Se ne parla tantissimo soprattutto negli ultimi giorni, ma è opportuno precisare che la carenza di precipitazioni è un problema che viene da lontano e che ci interessa da almeno 6 mesi. Un mese di giugno caldo e asciutto, su questo fronte, è sicuramente quanto di peggio si potesse sperare ma da un punto di vista climatico non è un fatto particolarmente anomalo a differenza della primavera incredibilmente asciutta da cui veniamo.

Fatta questa premessa, entriamo nei dettagli del nostro approfondimento: di chi è la colpa se manca l'acqua? La risposta secondo molti è questa: "è colpa del tempo, non piove da troppi mesi". Tale risposta però è corretta solo in parte, perché tra la precipitazione e il rubinetto di casa ci sono moltissimi passaggi intermedi e vi sono in Italia molte "riserve" d'acqua naturali e artificiali che consentirebbero di superare periodi di siccità anche più lunghi di quello attuale. Secondo altri, la risposta è questa: "è colpa del clima, che cambia e lo fa nella maniera sbagliata". Tale risposta potrebbe avere qualche ragione in più della prima perché giustificherebbe una carenza idrica nelle falde e nei grandi invasi, tuttavia la riprova la potremmo avere solo dopo un tempo adeguatamente lungo di "carenze idriche", dell'ordine dei decenni, mentre qui basta andare indietro già di 1-2 anni per non rilevare particolari problemi.

Quindi è colpa solo marginalmente del tempo, e solo in parte del clima che cambia. E allora come mai in molte case manca l'acqua? Prima di rispondere è importante dare alcune definizioni. Si parla di "siccità" quando il quantitativo di precipitazioni registrato è inferiore ai valori medi o ai valori attesi. Si tratta quindi di una condizione strettamente legata alle condizioni meteo-climatiche di una data area. Si definisce invece "crisi idrica" una situazione in cui la disponibilità idrica non è sufficiente a fronteggiare i vari fabbisogni (produzione ergetica, agricola, potabile, etc).

Il fenomeno della "mancanza di acqua" è dunque legato alle attività antropiche ed è incentivato -ma non del tutto causato- dalla siccità. Se manca l'acqua dobbiamo andare a vedere sicuramente la distribuzione delle piogge nei mesi passati, ma è ancor più importante capire in che condizioni versano le reti di distribuzione dell'acqua nelle diverse regioni italiane! Di informazioni sull'argomento se ne trovano moltissime ma il quadro che ne emerge è univoco: La rete di distribuzione idrica nazionale è fortemetne deficitaria; mediamente su 100 litri prelevati per la distribuzione solo 65-70 giungono "a destinazione". Il Nord Italia ha perdita idrica stimabile tra 20% e il 40%; il Centro tra ill 30% e il 50%; mentre il Sud, addirittura, oscilla tra il 40% e il 70%, con punte locali anche dell'80%-90%. In coerenza con questi dati, che non esitiamo a definire allarmanti, potete osservare l'immagine qui sopra (fonte ISTAT) in cui si può apprezzare (si fa per dire) la perdita di acqua nelle varie città italiane. Il dato della Capitale (perdita media del 60%) è sconcertante e riteniamo metta definitivamente a tacere ogni possibile dibattuto meteo-climatico.

Finché le nostre infrastrutture saranno ai livelli del dopoguerra, non potremo incolpare Giove Pluvio o il "Climate change" della carenza di acqua! Peraltro, anche ammettendo che i cambiamenti climatici saranno talmente violenti da dimezzare le piogge nel nostro Paese, l'unica cosa che possiamo fare nell'immediato è solo rendere più "resilienti" le nostre strutture!