Stratwarming: riscaldamento anomalo della Stratosfera

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Scritto da Paolo Leoni

Conoscere lo stratwarming e capirne i possibili effetti

Stratwarming: riscaldamento anomalo e repentino della Stratosfera

Stratwarming alle quote isobariche di 10 hPa (fig. sinistra) e di 30 hPa (fig. destra). Elaborazione: Meteoreport.net© Stratwarming alle quote isobariche di 10 hPa (fig. sinistra) e di 30 hPa (fig. destra). Elaborazione: Meteoreport.net©

La Troposfera è lo strato dell'atmosfera a diretto contatto con la superficie terrestre, avente uno spessore variabile a seconda della latitudine: 8-10 km sui Poli, 16-20 km sull'Equatore. Qui si formano, si sviluppano e si esauriscono tutti i fenomeni meteorologici. Subito sopra la Troposfera, troviamo la Stratosfera: uno strato di atmosfera che termina a circa 50 km d'altezza; qui le temperature sono estremamente basse fino a -80°C o addirittura -90°C sulla verticale del Polo Nord. Secondo alcuni studi accreditati, ma ancora non confermati sul campo a tal punto da renderli "legge", sembra che quando la stratosfera subisce un forte riscaldamento in prossimità del Polo Nord, questo si ripercuota in Troposfera generando un campo di alta pressione: l'Anticiclone Polare. Nel grafico sovrastante è riportata la temperatura registrata sulla verticale del Polo Nord alle quote isobariche di 10 hPa e di 30 hPa, dove si può notare  il notevole incremento termico registrato rispetto agli inizi di febbraio: la temperatura è passata da -70°C a -26°C a 10 hPa e da -83°C a -34°C a 30 hPa. Quasi 50°C in pochi giorni!

 

Questo forte riscaldamento stratosferico, ad oggi, sembra l'ipotesi più accreditata per "giustificare" la presenza di un Anticiclone Polare in Troposfera. 

Generalmente alle altissime latitudini (80°-90°N) è presente il Vortice Polare, un vasto campo di bassa pressione, dove le correnti sono disposte in senso antiorario; per questo è più probabile che l'Europa venga investita da flussi atlantici -occidentali- piuttosto che da correnti gelide -orientali-. Ma se come in questo caso al posto del Vortice Polare si colloca un campo di alta pressione, il flusso delle correnti cambia verso; non avremo più un flusso antiorario ma orario, da est verso ovest.

Ma come può l'Anticiclone Polare influenzare le condizioni meteo sul Mediterraneo Centrale? Infatti, non le influenza minimamente! Se ben strutturato, come detto, può dar vita a dei flussi di aria gelida che da est si sposteranno verso ovest, ma rimarranno confinati sul continente asiatico. Ma se -qui arriva il bello!-, come in questo caso, l'Anticiclone delle Azzorre "decide" di spostarsi più a nord e qui incontra l'Anticiclone Polare, queste due possenti figure bariche si uniscono dando vita ad un unico vasto e robusto anticiclone che avrà la forza necessaria per spingere le correnti gelide fino al cuore dell'Europa. Le più intense e durature ondate di gelo che hanno colpito il Vecchio Continente sono tutte "figlie" di questa configurazione. 

Evoluzione sinottica alla quota isobarica di 500 hPa (circa 5520 m) - Fonte: meteociel.fr - Modello: ECMWF - Elaborazione: Meteoreport.net