Il Prof. Nuvoloni è tornato: "La neve, che bella cosa!"

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Scritto da REDAZIONE

 Simpatica vignetta raffigurante la caricatura del Prof. Tazio Nuvoloni disegnata da Mauro Balloni. Tutti i diritti riservati.Simpatica vignetta raffigurante la caricatura del Prof. Tazio Nuvoloni disegnata da Mauro Balloni. Tutti i diritti riservati.

Visti gli accadimenti recenti sulla Penisola, oggi parliamo di neve e lo facciamo con il prof. Tazio Nuvoloni, rientrato di gran carriera dagli States per rispondere alle nostre domande sulla “dama bianca”.

Caro Prof. Nuvoloni, in questi giorni abbiamo sentito e letto di tutto, in televisione, sui giornali sui social… Ci può dare qualche chiarimento sulla meteora più affascinante e complessa?

Certamente, Dugongo nevoso! Sono tornato apposta. Ditemi pure.

Cominciamo da un luogo comune piuttosto diffuso: “fa troppo freddo per nevicare”. Cosa c’è di vero?

-Il Prof. ci guarda shoccato con gli occhi fuori dalle orbite-

NIENTE! La temperatura è solo una delle variabili coinvolte nella precipitazione nevosa. Generalmente è la più importante perché l’acqua, alla pressione atmosferica standard (1013 hPa), diventa solida sotto gli 0°C; ma, ocio, ma non è affatto detto che per nevicare debbano esserci per forza 0°C al suolo, ed è ancor meno vero che non possa nevicare se ce ne sono di meno. Chiaro? Mi spiego meglio, va là! Senza scomodare la Siberia o l’Antartide, dove nevica anche con temperature molto negative, si possono citare le nostre montagne dove spesso nevica anche con temperature prossime a -15°/-20°C. Il “fondo di verità” in questa leggenda è dovuto al fatto che un volume di aria è in grado di contenere molecole di vapore acqueo in quantità limitata, in dipendenza dalla sua temperatura. Quindi masse d’aria molto fredde sono meno propense a sviluppare nubi e precipitazioni. Esiste un limite di temperatura sotto la quale una massa d’aria non può contenere vapore che è di -40°C. Non vi basta? Ve ne dico un’altra! Proprio tra mercoledì e giovedì scorso è nevicato diffusamente sull'Appennino Emiliano con valori di -8°/-12°C; e non ha fatto mica “du fiocchi”!! Sono caduti fino a 30-40 cm di neve! Dugongo gelato, prima, innevato, poi! Quindi, basta con le cazzate! 

 

Molti domenica scorsa si sono stupiti che in nottata sia nevicato dopo che nel pomeriggio le temperature avevano sfiorato i 14°C sul litorale tirrenico. È importante la temperatura al suolo prima di una precipitazione per capire se potrà nevicare?

-Canticchiando- “Depende da che depende…”

Ora vi spiego! La cosa più importante per capire se può nevicare è il profilo verticale della colonna d’aria al momento delle precipitazioni. La colonna d’aria su una determinata zona non è statica. Quindi, se il giorno prima ha fatto molto caldo e la colonna d’aria nei bassi strati si è scaldata molto tutto dipenderà dalla capacità, che ha la massa d’aria fredda in arrivo, di rimescolare e raffreddare la colonna d’aria presente. Okkappa? Esempio, facile e recente, così mi seguite: a Roma è nevicato copiosamente lunedì notte; eppure, domenica pomeriggio il termometro aveva superato i 12°C! Bel caldo eh?! L’aria in arrivo era così fredda e così incazzata che in un attimo ha stravolto tutta la colonna d’aria! Non l’ha rimescolata, l’ha proprio spazzata via! Dugongo cazzuto! 

Dopo questo esempio, ma potrei farvene altri mille, è evidente che se vi sono le condizioni termo-igrometriche giuste nevicherà anche se nelle ore precedenti faceva molto più caldo. 

Per maremma carità! È pur vero che sono rari i casi in cui si assiste ad una diminuzione di 15 °C in poche ore per cui statisticamente anche la temperatura nelle ore precedenti ha una valenza. Ma mai abbassare la guardia! Dugongo allertato!

Ha parlato di “colonna d’aria” e “condizioni termo igrometriche”, ci può spiegare con parole più semplici di cosa si tratta?

-Sorridendo- Certamente. Dugongo istruito!

La “colonna d’aria” è la porzione di atmosfera che sovrasta il luogo di interesse e viene esaminata dal livello del mare fino ai confini della cosiddetta “troposfera” che alle nostre latitudini sono collocati a circa 10 km dal suolo. Per comprendere i fenomeni meteorologici, soprattutto le precipitazioni, si studia come variano alcuni parametri lungo la colonna d’aria. Chiaro fin qui?! Bene…o almeno spero; andiamo avanti!

Si tratta di temperatura, umidità relativa (ovvero l’umidità di una massa d’aria rapportata a quella necessaria a raggiungere la saturazione), pressione atmosferica, vento ed altri indici e parametri indispensabili a prevedere intensità e tipologia di precipitazioni oltre ad altri fenomeni come la nebbia, i temporali ecc. nel caso della neve, insieme alla temperatura assume un ruolo decisivo la “temperatura di rugiada” o dew point, ovvero quel valore termico che, alla pressione in esame, determinerebbe il raggiungimento della saturazione della massa d’aria.

Ci dice però quali sono i parametri più importanti per capire se potrà nevicare?

Perbacco! La temperatura indubbiamente è il primo parametro. Bisogna considerare che alle nostre latitudini, anche in piena estate, quasi tutte le precipitazioni nascono in “nubi fredde”, ovvero nubi costituite in buona parte da cristalli di ghiaccio da cui la precipitazione parte come nevosa. La possibilità che i fiocchi raggiungano il suolo dipende quindi dal profilo termico lungo la colonna d’aria. Però c’è un altro parametro fondamentale: l’umidità, e in particolare la cosiddetta “temperatura di bulbo bagnato” o wet bulb. Si tratta della temperatura alla quale si porterebbe la massa d’aria in esame immaginando di incrementare l’umidità al suo interno fino a raggiungere la saturazione, quindi all’atto pratico durante una precipitazione. Questa temperatura è sempre compresa tra la temperatura dell’aria rilevata e la temperatura di rugiada, e tutte e tre coincidono quando la massa d’aria è satura. Segnato tutto? Dugongo scribista!

In pratica è la stessa precipitazione che può far abbassare la temperatura fino a far nevicare? Ci spieghi meglio

Eh…mica facile! Si tratta di un fenomeno un po’ complesso ma si può riassumere così. I fiocchi quando abbandonano la nube, se incontrano strati atmosferici con temperatura positiva tendono a fondere e parzialmente ad evaporare. L’evaporazione che avviene sulla superficie del fiocco bagnato richiede calore (il cosiddetto calore latente di evaporazione). Questo calore viene prelevato proprio dall’aria circostante che di conseguenza si raffredda permettendo al fiocco di solidificare di nuovo. La solidificazione libera calore ma in quantità decisamente minore di quello assorbito con l’evaporazione. Il bilancio quindi è in deficit per la colonna d’aria che si raffredda finché non si raggiunge spontaneamente la temperatura di bulbo bagnato, di cui abbiamo parlato poc’anzi. Quindi, se la colonna d’aria in cui inizia una precipitazione è molto secca allora la temperatura tenderà a scendere anche in maniera cospicua. Se invece è aria molto umida questo effetto sarà molto più blando. Se è satura non assisteremo ad alcuna diminuzione. Per questo è importantissimo che la colonna d’aria sia secca. La temperatura di rugiada non è un parametro esatto come la temperatura di bulbo bagnato, ma ci dà un’ottima indicazione della “qualità” di una colonna d’aria.

Quindi per nevicare deve sempre esserci una temperatura di bulbo bagnato negativa lungo tutta la colonna d’aria? E la temperatura al suolo quanto può risultare positiva?

Ecco! Nella colonna d’aria sono ammesse piccole “défaillance”, ovvero strati con “wet bulb” positiva, purché siano di spessore limitato (massimo 200-300 metri) e con anomalia positiva contenuta. Se il fiocco fonde completamente mentre attraversa uno strato caldo, quando entrerà di nuovo in uno strato freddo tenderà a congelare assumendo una forma di pallina, e se lo strato freddo è sottile e prossimo al suolo non solidificherà affatto e resterà liquido allo stato di “sopraffusione” provocando il temibile “gelicidio”, ovvero la precipitazione piovosa che ghiaccia a contatto del suolo generando terribili lastre di ghiaccio vetroso invisibile causa di moltissimi incidenti e infortuni. Esattamente come sta accadendo in queste ore sull’Emilia-Romagna! Dugongo attuale!

Senta, invece cosa ci dice di un altro luogo comune legato alla neve con temperature positive: l’aria fredda si rovescia dall'alto quando le precipitazioni sono intense.

E due! Anzi, no; facciamo una e mezza! Questa affermazione è una mezza bufala. Mezza perché in realtà il trasporto di masse d’aria fredde dalle altitudini superiori può avvenire, ma solo in presenza di forti raffiche discendenti dai cumulonembi, i cosiddetti “downdraft”. È quindi un fenomeno associato ai temporali. L’intensità delle precipitazioni è invece molto importante perché il fenomeno del raffreddamento della colonna in presenza di aria secca avviene con molta più efficacia in presenza di precipitazioni abbondanti e persistenti. Inoltre se nella colonna ci sono degli strati a temperatura positiva, una precipitazione forte favorisce l’attraversamento rapido degli stessi senza compromettere i fiocchi di neve. Chiaramente, se poi fa caldo, fa caldo! Dugongo sciolto!

Insomma professor Nuvoloni, ci ha spiegato che può nevicare sia con temperature largamente negative che con temperature positive, e ci ha anche spiegato che può piovere con temperature negative al suolo. Ma nella pratica ci può indicare degli intervalli di valori entro i quali tali fenomeni possono accadere?

Bingo! Bella domanda! Diciamo che nel mondo la “forchetta”, o meglio “forbice”, è molto ampia. Può senz'altro nevicare fino a -40°C. Vi sono casi documentati di pioggia congelantesi con temperatura al suolo di -16 °C (Kansas) e di neve asciutta con temperatura al suolo di +14 °C (Azzorre). In Italia però questi intervalli sono nella pratica più ristretti per ragioni climatiche. Difficilmente nevica con temperature al suolo superiori ai 6°-8 °C. Può piovere e esserci gelicidio con temperature al suolo negative ma difficilmente su valori inferiori a -8°/-10°C. In molte zone di pianura la stragrande maggioranza delle nevicate avviene nell'intervallo -2°/+2 °C. Forse è per questo che è nata la leggenda che nevica solo intorno a 0°C; esattamente la media tra -2°C e +2°C! Che bell'invenzione la media! Dugongo sempliciotto!

Grazie prof. Nuvoloni, alla prossima.

Grazie a voi, miei giovani discepoli! E mi raccomando non esitate a contattarmi di nuovo! Sono sempre disponibile… quasi sempre! Eh, eh!...