"Nonviolento", il nubifragio che deve arrivare

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Scritto da Emanuele Latini

Nubifragi nonviolentiImmagine tratta dalla pagina Facebook del Prof. Tazio NuvoloniNon si è ancora ben capito se i giornalisti (ivi compresa la sottocategoria dei meteoman) ce l'abbiano tutti coi nubifragi di questo pianeta (visto che li apostrofano sempre come violenti), oppure se siano i nubifragi stessi che ce l'abbiano con i giornalisti, visto che essi si palesano sempre nei propri individui più cruenti. Valli a capire: razza strana quella di questi nubifragi (perché i giornalisti e i divulgatori meteo no?).

Che poi, a dirla tutta, gli hanno pure cambiato nome. Eh sì, perché questi nubifragi sono talmente violenti che a volte arrivano armati; anzi, a quanto pare, sembra che lancino bombe; fatte di acqua, naturalmente. Così, qualche giornalista (o sedicente tale, s'intende) ha deciso di appellarli direttamente come "bombe d'acqua", dal nome delle armi con cui sembra che attacchino più di frequente.

Così, stamane, girando e girovagando nel web, mi sono imbattuto in questa simpatica rubrica del Prof. Nuvoloni. Che giustamente pone l'accento sulla questione delle definizioni. E se, per i nubifragi, esiste una categoria di "violenti", deve necessariamente esisterne un'altra, contraria, costituita da elementi "calmi" o "deboli", pertanto "nonviolenti".

Domansa: ma se la versione più aggiornata dello Zingarelli ci dice che il nubifragio è una "precipitazione abbondante, violenta, talora temporalesca, che può provocare in poche ore straripamenti di fiumi, allagamenti e frane", allora siamo certi che la forza di un nubifragio potrebbe anche essere quella della non-violenza? Sarebbe da verificarlo negli scritti di Mahatma Gandhi, piuttosto che negli archivi di qualche giornale particolarmente dédito alla cronaca meteo.

Io, intanto, continuo ad aspettarlo, il nubifragio non-violento. Sempreché non arrivi prima Godot... magari a dirci che al "violento nubifragio" preferisce la "bella calligrafia"!