Guasto weekend: il Generale saluta…

PRIMAVERA PUNTUALE SULLA TABELLA DI MARCIA, MA NON SARÀ BEL TEMPO

Sono due le notizie del giorno: il guasto del fine settimana con le ultime fioccate in montagna, che avrà tutto il sapore del malinconico commiato stagionale, e la successiva ritirata del freddo anche sull’Est Europeo, a significare disgelo precoce anche dalle parti di Kiev. L’Atlantico torna a far la voce grossa su tutto il Vecchio Continente: almeno questo sentenzia l’incipit marzolino.

Brighton England 23 febbraio 2017
Brighton, Inghilterra. Venti tempestosi imperversano dall’oceano nel pomeriggio di oggi, giovedì 23 febbraio 2017. Il tempo dei prossimi giorni sarà figlio delle prerompenti correnti occidentali. Photo credit: utente Instagram “isaacbrighton91”. Immagine pubblicata dalla pagina Facebook “Weather World / Nature”.

CALENDARIO

Domani, venerdì 24 febbraio 2017, la Chiesa ricorda Sant’Etelberto re del Kent, sovrano inglese in carica a cavallo dei secoli VI e VII, primo tra i principi inglesi ad essere convertito al Cristianesimo, ad opera di Sant’Agostino.

 

ACCADDE OGGI

Il 24 febbraio 1863 nasce ad Asti Umberto Cagni, conte di Bu Meliana, ammiraglio ed esploratore italiano. Tra le sue imprese, ricordiamo la spedizione al Polo Nord insieme a Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, avvenuta tra il giugno 1899 e il 1900.

Tentarono di raggiungere il Polo Nord attraverso la superficie ghiacciata del Mar Glaciale Artico, raggiungendo la Baia di Teplitz, sull’Isola del Principe Rodolfo, la più settentrionale della Terra di Francesco Giuseppe (Capo Fligely è oggi considerato il punto più a nord d’Europa).

La nave sulla quale viaggiarono, rimasta imprigionata tra i ghiacci, si squarciò ed essi dovettero allestire un campo-base di fortuna. Dopo mille peripezie una squadra di pochi uomini di cui facevano parte, oltre allo stesso Cagni, anche il marinacio Capena e le guide valdostane Petignax e Fenoillet, raggiunsero la latitudine 86°34′ N, superando il record di Nansen, a soli 381 km dal Polo Nord.

Decisero di non proseguire oltre dopo aver subìto diverse amputazioni alle dita per congelamento, abbandonando di fatto quasi tutti gli averi sui lastroni di ghiaccio alla deriva. Riuscirono a rientrare alla Baia di Teplitz con una sola tenda, dodici cani e provviste strettamente necessarie. In condizioni proibitive e con strumentazioni ed equipaggiamento rudimentali avevano percorso 1400 chilometri in 104 in condizioni climatiche invivibili: un’impresa storica.

 

QUADRO METEOROLOGICO ATTUALE

Situazione barica prevista a 500 hPa (circa 5000 metri di quota) per la mezzanotte tra venerdì e sabato. Fonte: meteogiornale
Situazione barica prevista a 500 hPa (circa 5000 metri di quota) per la mezzanotte tra venerdì e sabato. Fonte: meteogiornale

Un vortice polare abbastanza compatto per la stagione e l’anticiclone delle Azzorre posizionato con i suoi massimi in prossimità delle isole omonime, spingono sostenute correnti occidentali sull’Europa, che si presentano ancora sufficientemente ondulate da permettere a una saccatura depressionaria di tuffarsi nel Mediterraneo Occidentale.

La mappa sopra riportata, relativa alla mezzanotte tra venerdì e sabato, momento di massimo inserimento della suddetta saccatura sullo Stivale, evidenzia una temporanea rimonta dell’alta azzorriana sulla Francia, quanto basta per strozzare la depressione formatasi sul Centro Italia e spedirla rapidamente verso sud, in veloce colmamento, dando quindi luogo a un incisivo, ma rapido passaggio perturbato, che vista l’estrazione artica dell’aria a seguire, porterà a un calo significativo delle temperature e a cadute di neve su Alpi e Appennino Centro-Settentrionale a quote collinari.

La profonda area depressionaria presente nei pressi dell’Islanda tenderà successivamente a portarsi verso sud-est, ma, stando alle carte attualmente disponibili pare transitare più a nord della prima, contribuendo a rendere gli effetti meno incisivi in Italia, ma più significativi in Europa dove le forti correnti occidentali che si attiveranno otterranno il risultato di allontanare il gelo russo verso est, ponendo fine all’inverno 2016-2017 sul Mediterraneo.

Uno spunto previsionale a media distanza, che necessita dei dovuti aggiornamenti, ai quali vi rimandiamo nei nostri prossimi editoriali.

 

PREVISIONE PER I PROSSIMI GIORNI

oggi, 24.02.2017 — Nuvolosità presente al Nord, regioni tirreniche e Sardegna fin dal primo mattino, ma mentre su Liguria Occidentale e generalmente a nord del Po si presenteranno già dalla tarda mattinata delle schiarite, il tempo andrà ulteriormente peggiorando al Centro; le precipitazioni, inizialmente deboli, tenderanno fin dalla tarda mattinata a presentarsi su Liguria Orientale, bassa Emilia, Romagna, alta Toscana, Marche Settentrionali, aumentando di intensità nel corso del pomeriggio-sera e a concentrarsi sulla fascia Toscana, Umbria, Romagna, Marche (con quantitativi più elevati su Senese, Montefeltro, Pesarese), mentre cominceranno a diminuire di intensità a partire da Liguria ed Emilia; in attesa fino a sera il medio-basso Adriatico (da Pescarese in giù), Sud e Sicilia. Temperatura in diminuzione sulle Alpi, in lieve calo sulla fascia collinare emiliana e marchigiana, in aumento su Calabria e Sicilia tirrenica, stazionaria altrove. Venti dapprima ancora meridionali, ma dalla serata si attiveranno forti raffiche di grecale su alto-medio Adriatico e Mar Ligure.

SABATO, 25.02.2017 — I fenomeni si estendono nella notte a tutto il Centro, dalla Romagna in giù, fino alla Campania, mentre migliora fin dal mattino su Toscana e Romagna, in estensione successiva prima al Lazio e poi alle Marche, mentre precipitazioni a carattere sparso o di rovescio interesseranno per il resto della giornata il medio Adriatico, Sud e Sicilia, con quantitativi più significativi previsti su Abruzzo e Molise; nevicate su Appennino Centro-Settentrionale a partire dai 500 metri di quota. Temperatura in notevole diminuzione, con differenze fino a 8-10 gradi in meno rispetto alle 24 ore precedenti su Appennino Centro-Meridionale, specie lato adriatico, fino a 10-12 gradi in meno su Sibillini, Laga, Gran Sasso, fino a 14-15 gradi in meno sulla Sardegna Centro-Settentrionale. Venti forti da nord-est su tutto il Centro, con raffiche sulle coste e le creste appenniniche.

DOMENICA, 26.02.2017 — Ultimi fenomeni su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, in graduale attenuazione nel corso della giornata; nuvolosità sparsa, ma senza precipitazioni su medio Adriatico e basso Lazio, per il resto giornata soleggiata. Temperatura in lieve diminuzione su basso Adriatico e versante ionico, in aumento altrove, più significativo su Appennino Centrale. Venti in calo ovunque.

 

LINEA DI TENDENZA

SETTIMANA A SEGUIRE — Si inizia con un lunedì soleggiato, poi la seconda onda perturbata dovrebbe transitare tra martedì e giovedì, interessando più direttamente il Nord, meno il Centro e marginalmente il Sud; a seguire nuovo miglioramento.

 

LA PAROLA AL PREVISORE

«Sarà un mesto congedo invernale, quello di questa stagione che — come abbiamo approfonditamente commentato nel nostro Editoriale di ieri — se da una parte esce di scena dopo gli eclatanti e drammatici eventi di gennaio sul Centro Italia, aggravati dagli esiti diretti e indiretti del sisma, dall’altra denota una sostanziale carenza di incisività meteorologica su una larga fetta di territorio italico in fatto di temperature e precipitazioni, evidenziando anzi un deficit che deve preoccupare.

Se da un lato, infatti, la parentesi ciclonica che stiamo per vivere riporterà un po’ di neve in montagna e uno spiffero freddo a ricordarci che stiamo ancora in inverno, dall’altra servirà solo per salutare una stagione che si ritirerà presto oltre gli Urali e oltre il Circolo Polare Artico sul comparto europeo, lasciando tempo e spazio all’avanzata di miti correnti oceaniche che daranno il la ad un disgelo piuttosto precoce in montagna.

Certo: fa notizia il ricompattamento del Vortice Polare in una fetta di stagione in cui invece dovrebbero prevalere ondulazioni incisive e scambi meridiani pronunciati, quanto meno in sede mediterranea. L’imprevedibilità marzolina affonda le proprie radici proprio su questo quadro sinottico. Ma la configurazione barica che sembra profilarsi per la prima decade di marzo sembra improntata più ad un tempo autunnale che non propriamente primaverile. Del resto, alla stagione di mezzo è consentito di tutto e marzo non mancherà di sorprenderci da questo e da altri punti di vista: ne siamo certi!»