Lapponia, renne in spiaggia: è fake?

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Scritto da Redazione

SEMBREREBBE CLAMOROSA LA NOTIZIA PUBBLICATA DALL'ANSA, E INVECE...

Il professor Tazio Nuvoloni torna alla ribalta: "Rovaniemi bagnata dal mare? E da quando?". Ecco come una foto, opportunamente presentata, commentata e veicolata, può indurre un'idea del tutto fuorviante nell'opinione pubblica, pur partendo da un dato di fatto oggettivo e veritiero.

renneTutto è partito qualche giorno da dalla pubblicazione di questa foto sulla pagina Facebook "Antti Heikkilä", che in breve tempo è diventata virale. Opportuni e chirurgici post, retweet e commenti, sovente intrisi di inesattezze e fake, hanno contribuito a farla diventare un'icona della recente ondata di caldo che si è registrata in Scandinavia e, per conseguenza tutt'altro che logica, emblema del tanto decantato riscaldamento globale.

Prendete la notizia delle temperature clamorosamente elevate registrate in Scandinavia nei giorni scorsi. Poi prendete l'immaginario collettivo saldamente legato allo stereotipo della renna come animale iconografico dell'atmosfera nevosa del Natale. Quindi metteteci tutto il fascino di un bel tuffo nei mari gelidi del nord-Europa. E, non da ultimo - con il caldo che anche qui in casa nostra non scherza - anche il roboante strillo di qualche lancio giornalistico ad effetto che cosparge il tutto di una gran dose di sensazionalismo per andare a preparare il piatto mediatico da milioni di clic.

La cosa non è sfuggita all'occhio attento del nostro professor Nuvoloni che ieri ha ironicamente commentato sulla propria pagina Facebook l'articolo dell'Ansa, che riprendeva un contenuto della pagina Facebook "Antti Heikkilä".

"Il problema di oggi - ci ha spiegato il Professore - non sono tanto le fakenews (facilmente verificabili), quanto piuttosto le notizie parzialmente vere o quelle vere ma intrise di inesattezze che contribuiscono a determinare una parziale verità quando non una verità distorta, figlia magari di un tentativo di indirizzare su un certo binario l'opinione pubblica e l'immaginario collettivo. Un conto è dire che fa caldo; altro conto è dire che fa caldo su una fetta d'Europa come non è mai successo da cento anni a questa parte; altro conto ancora è lasciare intendere che rischiamo di far estinguere le renne di Babbo Natale perché il riscaldamento globale minaccia gli equilibri del Pianeta".

Professor Nuvoloni, cosa c'è di sbagliato in questa foto che lascia intendere tutto questo?

"Nulla! La foto in sé potrebbe anche essere molto simpatica. Ma poi tutto deve essere commisurato a come questa viene data in pasto alla massa. Che i cittadini finlandesi vadano a refrigerarsi nei corsi d'acqua in questa fase dell'anno (dove - lo ricordo - la notte dura lo spazio di un'oretta o poco più) lo trovo più che normale: i lidi italici sono per loro abbastanza lontani e se fa caldo non c'è niente di meglio che mettere i piedi in acqua nel posto più vicino. Lo facciamo anche noi italiani nei torrenti di montagna. Che poi anche le renne facciano la stessa cosa è parimenti normale!

Sta forse asserendo che la renna entra spesso in acqua? Noi eravamo abituati a vederla sulla slitta di Babbo Natale!

La renna è un animale nomade che può spostarsi anche di ottomila chilometri in un anno! Solo l'uomo, tra i mammiferi, è capace di migliorare questo numero. In tale tragitto è inevitabile che il cervide incontri dei corsi d'acqua, specie su territori come quello lappone soggetti a fasi di disgelo. I suoi zoccoli facilitano questa attitudine, fungendo da "ciaspole" negli spostamenti su terreni innevati e da "remi" in quelli acquatici. Dunque nulla di più normale...".

Semmai, stupisce il fatto che gli animali non siano spaventati dalla presenza massiccia dell'uomo...

"Fino ad un certo punto. L'unica popolazione di renne selvatiche della Scandinavia vive nella Novergia meridionale, dunque abbastanza lontano dalla Lapponia. In Finlandia troviamo esclusivamente renne domestiche, solitamente allevate e utilizzate per trainare le slitte (ma anche per la carne, per il cuoio e per il latte). Dunque è molto probabile che quelle ritratte in questa foto appartengano a qualcuno o comunque abbiano molta confidenza con l'uomo. In altre parole: anche qui, nulla di più normale. Però la cosa passa per eccezionale perché noi italiani siamo legati all'iconografia di questo animale immerso tra ghiacci e lande innevate desolate, lontano dagli uomini".

Dove sarebbe allora la fakenews?

"Semplice: leggete l'articolo. Si parla di temperatura del Mar Baltico. Senza entrare nei meriti di queste misurazioni (come siano state fatte, da chi, quando e soprattutto secondo quali criteri), basterebbe far notare che Rovaniemi non ha nulla a che vedere con le sponde del mare in questione, per il semplice fatto di sorgere a 120 km di distanza. Per cui ci sono due soluzioni:

A) la città immortalata nella foto è Rovaniemi e per conseguenza quello che si vede non è il Mar Baltico ma probabilmente uno dei due corsi d'acqua che bagnano la città;

B) quello che si vede nella foto è il Mar Baltico e per conseguenza la città immortalata non è Rovaniemi.

In entrambi i casi la notizia è parzialmente falsa e introduce riferimenti geografici errati.

Inoltre si fa credere che il Mar Baltico sia a nord della Finlandia, quando invece bagna le coste occidentali (Golfo di Botnia) e meridionali (Golfo di Finlandia) del Paese.

Non da ultimo, si fa allude al 66° parallelo: a quelle latitudini, in Finlandia, non c'è traccia di mare per 150 km e oltre!"

Ecco dunque come una fotografia di una banalità e di una normalità assolutamente scontate possa diventare veicolo di una disinformazione di massa, occasionalmente veicolata anche per fini economici o ideologici (non è questo il caso). Gli ingredienti sono sempre gli stessi: sensazionalismo giornalistico da una parte e incapacità di senso critico dall'altra.

Noi cerchiamo sempre di filtrare.