Dopo la mazzata artica, ancora Inverno per il Belpaese!

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Scritto da Stefano Starace

SPECIALE MEDIO-LUNGO TERMINE - Dopo la forte avvezione artico-continentale l'Inverno sarà ancora in grado di dire la sua. In questo speciale proviamo a percorrere insieme le strade che l'atmosfera potrebbe intraprendere a partire dalla conclusione della forte ondata di freddo in corso, ovvero Lunedì 9 gennaio.

ZOOMModello GFS spaghi-ensemble riferito al Centro Italia - fonte www.wetterzentrale.de - elaborazione grafica a cura di Meteoreport

La prima cosa importante da dire riguarda l'evoluzione che si prospetta per le temperature. Rispetto alle previsioni di qualche giorno fa, tutte votate ad un rapido rialzo termico dopo l'acuto gelido del periodo 6-9 gennaio, dobbiamo registrare un deciso cambio di rotta. La massa d'aria artico-continentale sembra intenzionata a mettere radici sui Balcani estendendo la sua influenza per più giorni anche a buona parte del nostro Paese. Addirittura la neve al suolo e le temperature rigide sembrerebbero favorire la genesi di un piccolo anticiclone termico con perno tra la Romania e la Bulgaria, il quale potrebbe costituire una riserva di gelo pellicolare anche per eventuali future incursioni perturbate nel Mare Nostrum. In ogni caso, almeno fino al 20 sembrano scongiurati periodi di caldo anomalo come si è verificato nei mesi di gennaio degli ultimi due anni. Anzi le temperature potrebbero restare stabilmente, anche se di poco, al di sotto dei valori medi su buona parte del Paese.

readingmediotermineFigura 1: perturbazione 11-13 gennaioA proposito di future perturbazioni, anche su questo fronte dobbiamo rilevare che rispetto alle ipotesi paventate dai modelli qualche giorno fa, tutte orientate ad un forte guasto per metà della prossima settimana, c'è stato un parziale ritrattamento. Nonostante ciò tuttavia un piccolo nucleo instabile sembra avere buone chances di infilarsi dalla Porta del Rodano mercoledì 11, interessando marginalmente il Nord-Ovest per poi scivolare lungo il Tirreno. Si tratterebbe di un peggioramento non rilevante sul fronte degli accumuli precipitativi, ma in considerazione del freddo preesistente, i cui effetti potrebbero essere ancor più marcati grazie alla riserva gelida balcanica di cui sopra, sicuramente in grado di riservare "bianche sorprese" a quote collinari su tutta l'Italia peninsulare (400-800 metri) e, perché no, anche sulla Sardegna (in tal caso intorno ai 1000-1200 metri). Nella figura 1 (previsione modello europeo ECMWF per mercoledì 11 gennaio) si può apprezzare il minimo barico in rotta dal Golfo del Leone verso il basso Tirreno.

Dopo il guasto di metà settimana, come possiamo evincere dalla cartina degli spaghi-ensemble, le temperature dovrebbero iniziare a risalire. Probabilmente al Nord-Ovest potrebbero anche andare sopra-media a causa del fhoen mentre sul resto del Paese dovrebbe prevalere il sotto-media. Sul fronte delle precipitazioni è attesa una pausa nel periodo 13-14, prima di un possibile peggioramento intorno al 15-16 gennaio. Si tratterebbe, come è possibile vedere dalla figura 2 (previsione modello europeo ECMWF per sabato 14 gennaio) di una nuova fase invernale provocata da una pulsazione azzorriana lungo i meridiani e conseguente avvezione polare marittima (quindi aria molto instabile ma meno fredda di quella attuale) in ingresso dalle Porte del Rodano e di Carcassonne, garanzia di peggioramento generalizzato e nuova neve a quote medio o localmente medio-basse. Recm2161Figura 2: Perturbazione 14-16 gennaioInutile ribadire che a certe distanze non possiamo parlare di "previsioni" ma solo di "tendenze" e che i modelli potrebbero modificare il quadro prospettato. L'inverno sembra comunque in piena forma e deciso a giocarsi le sue carte nel corso del mese di Gennaio. Non perdete i prossimi appuntamenti.